Cresciamo, ma a che costo?

Ad un certo punto la luce va accesa.

Come possiamo pensare ad una crescita come quella Italiana degli ultimi mesi e dei prossimi e non parlare della carenza e dell'impoverimento delle materie prime?



Sento parlare tutti i giorni di come cresceremo

e sento persone dire "finalmente" e "Sono contenta/o"

Anche io quando vedo gli ordini in aumento,

quando arrivano il 40% delle telefonate in più,

mi sento contento, ma poi sento i miei fornitori e contatto chi lavora ad esempio come nel mondo della carte e del legno e il sorriso che avevo prima si incupisce, perlomeno un po', perchè la situazione dei costi in aumento (+25%) e della mancanza dei materiali molto pregiati come il legno di Faggio o di Betulla (+50%), magazzini vuoti e carte per il cartone che non posso più essere reperite, quando sento tutto questo non riesco a pensare solo alla crescita.

Questo grosso scossone che abbiamo dato al nostro mondo che abbiamo chiamato pandemia, in cui abbiamo lasciando la strada della sostenibilità in nome della prevenzione, ha lasciato spazio a speculazioni e movimenti/investimenti internazionali che ora pesano sulle nostre spalle.




Questo cosa vuol dire?

Vuol dire che siamo davanti ad una svolta epocale e non solo perchè usciamo da una pandemia globale, ma perchè quello che è cambiato non lo abbiamo ancora ben chiaro, siamo ancora dentro la nebbia.

Stiamo crescendo?

Si, ma a che costo?






Matteo Giovannone


0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti